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Sognando una Hit

Non molto tempo fa, sfogliando l’Internazionale, vidi un interessante articolo sul mondo dei producers e delle Hit americane, e quindi globali.


Non nascondo che uno dei progetti a cui sto lavorando con i miei colleghi è quello di scrivere una canzone che abbia una buona risonanza sui media e con molto entusiasmo, io ed i miei 2 amici a Milano ed il cantante in Virginia (Usa), scriviamo canzoni organizzandoci via Skype e via mail, che già destano l’interesse di diversi editori americani.

L’articolo calzava a pennello e mi tuffai nella lettura. Senza troppa sorpresa scoprii l’esistenza di team che sfornano ogni anno decine di Hit e Super Hit per tutte le star R&B e Pop del mercato americano: un ambiente dove girano milioni di dollari e che vede coinvolte, meritocraticamente, una elite di produttori e autori in grado di accontentare le esigenze dello star-system e delle star.

 Queste ultime, che restano pur sempre eccezionali nel riempire gli stadi ed entusiasmare i propri fan, quasi mai scrivono o lavorano in quello che cantano.

Il fatto che più mi sorprese è che le medesime persone scrivono per una moltitudine di star tra loro molto diverse. Inoltre il mercato dei producer, in relazione e contatto indiretto  con le star, è in continuo dinamismo ed evoluzione: c’è forse spazio, quindi, anche per noi tre temerari.

Trovati un po’ di titoli mi misi a sentire le canzoni su You Tube e vidi che comunque, pur essendo nate dalle stesse mani, il lavoro finale, performance dell’artista compresa, era sempre al Top per creatività ed  per originalità: progressioni accordali collaudate ma sempre nuove, testi diretti, forse volgari ma efficaci, performance vocale sempre e comunque mai banale.

E’ incredibile pensare che tutto nasca dietro le quinte, da gente che lontano dai riflettori è in grado di influenzare la musica, la cultura e le tradizioni di un intera generazione a livello mondiale.

Quello che sentivo lo posso definire così, “uguale ma diverso”, un po’ quel che chiede il montatore di un film Hollywoodiano al compositore della colonna sonora mentre ascoltano in team le proposte della produzione. Uguale ma diverso è quel che disse Rota, dopo essere stato accusato da due produttori cinematografici che trovarono lo  stesso tema, a loro dire uguale, in 2 diversi film musicati da Rota. Uguale ma diverso: può sembrare un paradosso, ma lo stesso Morricone difese Rota in tribunale da quelle accuse che lo misero in grosse difficoltà

È forse sbagliato dire che il profano ascoltatore di un’opera di Mozart, Haydn, Cimarosa, Pergolesi possa trovare tutto ciò uguale ma diverso?

Il compositore, posseduto dalla musica e dotato di una tensione creativa che lo spinge sulla sua personale progressione verso l’Infinito, lascia sempre scorrere la penna, scrive temi, armonizza, arrangia e orchestra per creare una goccia di quell’immenso oceano che è la musica.

Come essere sicuri di avere inventato una cosa nuova, o di essersi avvicinati ad una cosa già esistente? Trovo compositori di musica non commerciale molto originali nello stile, ma non altrettanto nelle soluzioni armoniche in senso assoluto.

Questo è un vero e proprio dramma, ma è il dramma del creativo, di chi in qualsiasi campo fa un’ innovazione, un’invenzione, o una rivoluzione.

Innovare è lecito e dovuto, rivoluzionare è un privilegio lasciato da Dio a pochi.

A volte, quando ascolto brani che mi sembrano veramente diversi dal punto di vista emozionale, che è quello verso cui il business della musica più mira, rimango rigido e deluso.

Uguale ma diverso: tutti nella nostra tensione metafisica al divino siamo uguali davanti a Dio, ma allo stesso tempo diversi, molto diversi, e spesso essere veramente diversi rende cosi unico l’uomo e la sua creazione che nessun altro è in grado di capire ed apprezzare il frutto sudato, tormentato, vissuto, della sua innata ispirazione.


Gabriele Saro